STELLA N.9

Dedicata a Gesù.

Pur non essendo praticante, la figura di Gesù mi incuriosisce, mi affascina, mi obbliga a studiarla e a rifletterci su, sempre. Stasera, leggendo le dichiarazioni, ormai comiche, della nostra cosiddetta “classe politica”, che da 40/30 anni dedica il suo tempo, non a lavorare, bensì a dire cretinerie alla buvette di Montecitorio, mentre il Paese è sovrastato dalla onde gigantesche della “tempesta perfetta”, mi veniva in mente il tempo di Gesù. Pensavo alla Palestina, che in quel tempo era invasa dall’esercito più potente del mondo, quello di Roma, che, però, non era un oppressore, ma, anzi, lasciava abbastanza libero il popolo occupato e non certo interferiva nella politica locale o nelle beghe tra gruppi contrapposti.
Comunque, a quell’epoca, c’era una gran massa di poveri, quasi come ora e, non solo, c’erano tantissimi partiti, svariate ideologie, e un’infinità di sette religiose che non trovavano alcun accordo su niente, proprio come ora. In questo scenario, appare Gesù di Nazareth, che sembra quasi uno Studente, appena uscito da un master di Robert Putnam, lo studioso più famoso al mondo della cosiddetta “rete sociale”. Come è noto, Robert Putnam ha insegnato agli economisti e ai suoi studenti le tecniche dello “sviluppo locale”, indispensabili a creare reddito, benessere e civiltà .La “tecnica” appare semplice, ma non lo è, perché bisogna coinvolgere, in un comune ed efficace progetto di lavoro, le persone più intelligenti, più capaci, piu’ leali, più professionali nei loro diversi campi di competenza, più continue nell’applicazione e far nascere un’ unica energia, tanto intensa, che è in grado di produrre reddito per promuovere iniziative di lavoro, che, a loro volta, ne producono altre, avendo il proprio epicentro, proprio nella iniziale “rete sociale”, che, in pratica, guida lo sviluppo generale, accendendo dal nulla il benessere , e, in definitiva, , “lo star bene” per il Popolo disoccupato e rassegnato. Gesù riesce a fare tutto questo, anche ovviamente, producendo reddito, ritengo anche per se stesso, se indossava la tunica piu’ elegante della Galilea, e probabilmente, erano eleganti gli amici-discepoli che l’accompagnavano ( volevo ben vedere un Matteo, vestito di stracci!…..) e andava continuamente a cena con loro, e suppongo che ogni volta pagasse regolarmente il conto. Tutto cio’ avveniva con 2 mila anni di anticipo rispetto agli studi di Putnam. In pratica, Gesu’ aveva creato una “rete sociale”, dotata di un progetto ricco di spunti economici così splendidi ed efficaci nel produrre lavoro e benessere sociale, che quando rifletto su questi dati, rimango sbalordito.
Gesù come homo economicus?
Ebbene, Gesu’ mi appare un Docente in “Sviluppo locale”, dico meglio : il “Maestro” di Robert Putnam.
Fate mente locale alla “rete sociale” che Gesu’ costituisce : nessuno dei componenti è un doppione di qualche altro, tutti credono in lui, gli obbediscono e gli offrono la loro specifica esperienza ed efficace operatività. Prendiamo Matteo, che era membro della categoria più odiata dal Popolo ebraico, perchè, a quell’epoca, gli esattori delle tasse le pagavano in anticipo all’erario romano, ma poi si rifacevano, sulla povera gente, esigendo molto di piu’ del dovuto per fare guadagno ed applicando tassi usurari.  In pratica, un’anteprima di Equitalia.  Gesù gli disse semplicemente ” basta, seguimi ” e Matteo obbedì, organizzando subito un grande banchetto, a cui invitò Gesù, come ospite d’onore, insieme ad una gran folla di pubblici peccatori, che, di certo, non intimidirono Gesù. Poi, nella “rete” c’era Luca, che era un medico, Pietro che era pescatore, Giuda che era il “politico” e che si comporterà da politico, e, infine, la Maddalena, che era una gran bella donna, forse molto somigliante a Monica Bellucci. Ma la cosa che ha dello straordinario è che Gesù, con quel capolavoro, che è il discorso della Montagna indica, descrive, ed esalta la “pace sociale”, quale passaggio ineludibile verso la pace sociale, primo pilastro dello sviluppo, del benessere e del lavoro, in uno scenario di cammino verso la civiltà, la stessa sopravvivenza del Popolo e una più accettabile qualità della vita. Altro che “pace sociale” v’è in questo tempo di sociale “tempesta perfetta”, dove tutti sono contro tutti e non si parla mai di lavoro, ma solo di tasse e di austerity ! In questo tempo, la “pace sociale” avrebbe dovuto essere “obbligatoria” e con essa la comunione di intenti per uscire dalla crisi tutti insieme, senza la “barzelletta” delle “larghe intese”, attraverso l’adozione di provvedimenti che esaltassero il lavoro e la giustizia sociale, dicendo “no” all’Europa che, dimenticando i suoi principi ispiratori che furono la solidarieta’ e la coesione, ci ha ridotto in schiavitu’. Ma proprio nel tempo presente, ci odiamo l’un l’altro, perche’ l’odio nasce nella sofferenza, nella mortificazione scaturente dal perduto lavoro, con tanti giovani disperati e inoperosi, e la poverta’ che si espande ed appare inarrestabile.  Sono ancora aperte le ferite inferte al martoriato Popolo Italiano dal rinnovato, in pejus, art.18, dalla costante, acida e improduttiva contrapposizione delle forze politiche, incapaci di realizzare alcuna riforma, di abbattere le tasse e di attaccare i veri, enormi sprechi.  Inutilmente, l’U.E. raccomanda la continua, ma inutile e direi “comica” concertazione con i Sindacati su ogni provvedimento ( quali ? ), le cosiddette riforme, il pareggio di bilancio, l’ossessione dei conti, il divieto degli aiuti di Stato, il fiscal compact, infischiandosene dell’aumento costante dei disoccupati e delle Imprese che evaporano e della desertificazione di vasti territori, un tempo abitati da gente che lavorava ed era felice. Gesù è stato dimenticato dal Popolo, per il quale si è sacrificato !
Ma la sua eccezionale attualità, l’aver indicato, nel corso della sua breve vita, con 2 mila anni, di anticipo, le soluzioni attualissime per il salvataggio dei Popoli dalla “tempesta perfetta” della crisi, indicando la coesione sociale ed economica, la pace sociale, la solidarieta’, rendono la sua figura al pari di una Luce che illumina il cammino verso la civilta’, verso la creazione di un Popolo senza schiavi, verso il lavoro. Gesu’, “homo economicus”, trasferito nel nostro tempo : la tua attualita’, il tuo straordinario pensiero, la tua proposta di vita e di solidarieta’, ti rendono mille, due mila, tremila, un miliardo di volte più credibile del Monti, del Letta, o del Renzi di turno !
Grazie, Gesù.