Affermano i tifosi del “luogo comune” , che il Prof. Bagnai definisce, con termine colorito ed afficace, “luogocomunisti”, che il disastro dell’economia dei PIIGS ( Portogallo, Irlanda,Italia, Grecia e Spagna ) è addebitabile solo alla pochezza dei Paesi “porcellini”, per cui la “colpa” è tutta loro : hanno “debiti sovrani”, sono incapaci di controllare la spesa pubblica e la crescita del debito. Pertanto, devono obbligatoriamente  tranquillizzare i mercati” e migliorare il bilancio pubblico, imponendo l’aumento delle tasse, peraltro difficile da realizzare quando il tasso di disoccupazione è impressionante e cresce di continuo, mentre l’evasione si organizza al meglio per sottrarsi allo Stato poliziesco.

Inoltre, devono ridurre le uscite con tagli alla spesa sociale, ai servizi, al welfare, privatizzando tutto quel che si puo’, a costo di vendere un intero Paese, riformando il mercato del lavoro, introducendovi maggiore flessibilità, cioe’ facilità di licenziamento da parte delle aziende ancora in vita ( per poco ). Ma se guardiamo al nostro Paese, i Governi “schiavi” della Germania -“comandante”, hanno attuato politiche tanto austerity che l’economia è letteralmente crollata, mentre i grandi sprechi sono rimasti intatti. Va ricordato che una certa opposizione al “comando” della Merkel, alle sue obbligate imposizioni, descritte ed attuate, l’ha svolto il Governo Berlusconi, sostituito – forse per un minimo di ribellione manifestato verso lo strapotere tedesco -nientemeno che dal rappresentante storico del potere finanziario e delle Banche, che ha compiuto, senza battere ciglio, la devastazione economica, bloccando i rubinetti del credito alla P.M.I. e ai Piccoli Comuni, plaudendo al “fiscal compact”, che rende questi obblighi come un potentissimo veleno. Infischiandosene delle critiche violente che gli venivano rivolte dal Premio Nobel per l’economia Paul Krugman.

 

Il Governo delle “larghe intese” continua sulla stessa strada e quel che piu’ inorridisce è il cinismo col quale si assiste al decesso del Paese, senza toccare un euro dai “grandi sprechi” e senza alcun gesto, non di ribellione, ma di critica forte ed efficace nei confronti della Germania mangiatutto. Le valutazioni nostre sono lontane le “miglie miglia” da quelle dei “luogocomunisti”. La crisi non dipende dal bilancio, che di per se’ non è la causa del disastro, ma solo la fotografia economica dello Stato in quel momento e nemmeno del “debito pubblico sovrano“.

 

Le cause sono altre.

 

Anzitutto, l‘Italia non è entrata in un’ OCA, pur assomigliandone nel momento in cui Prodi, al settimo cielo, annunciava che i Paesi virtuosi – bonta’ loro – ci avevano ammesso nell’Eurozona, nonostante il nostro debito pubblico superasse del doppio la soglia dell’indebitamento, fissata al 60%.

OCA significa “optimal currency area” , cioè area valutaria ottimale. L’Italia è entrata, invece, in un “club”, in cui non esiste la convergenza dei tassi di inflazione, non esiste l’ integrazione fiscale, non esiste un’alta mobilità dei fattori della produzione. La Germania ha i tassi di interessi piu’ bassi e, quindi, vende molto di piu’ i suoi prodotti ed ha i consumi piu’ alti, occupazione stabile e prelievi fiscali, secondo previsioni. Mentre i PIIGS, a causa di questa situazione, devono aumentare le importazioni e diminuire le esportazioni, con aumento dell’indebitamento con l’estero e costante evaporazione delle Imprese, che non solo non hanno consumi a causa dell’ l’impoverimento dei cittadini, ma non possono nemmeno vendere all’estero : a cio’ si aggiunge la rigidità del cambio che impedisce al Paese, cosi’ in difficolta’, di azionare l’iniziativa della svalutazione. Ripetiano che non esistono trasferimenti fiscali tra Stato e Stato, e cio’ è un danno ulteriore, mentre la libera circolazione delle persone è ostacolata dalle grandi e insuperabili differenze tra i Paesi dell’Eurozona. Questo è solo l’inizio della storia del nostro disgraziato ingresso nell’eurozona, che ci ha persino fatto accettare – quasi suggestionati -la quasi incredibile realtà della normalità che, in questo caso, non sia lo Stato a coniare la moneta, bensi’ la cosa piu’ stupida e inverosimile : qullo che moneta che conia lo Stato.

Quale Stato ?

Forse, quello dell’ingresso dell’ Italia nello Stato della Merkel, dopo aver ceduto a questa il 70% della nostra sovranità ?